Bestia #81 delle Ottantotto bestie che non volevano essere pubblicate.

Progetto e testo/i di Marco Taddei

SATANA CHE LEGGE UNA STORIA

Mi ricordo da piccolissimo un giorno strano. Era notte a dire il vero. Volevo andare a dormire ma per non so quale bollore d'infante desideravo prima di tutto sentire una storia per avviarmi lento come una goccia di latte al sonno. 
Mio padre, che di solito me le raccontava, era un po' indaffarato di là a smontare un iniettore e mia madre, che con tutto il cuore voleva raccontarmela, soffriva proprio quella sera lì di un calo di ferro e di zuccheri e non riusciva nemmeno a tenere un libretto in mano. Gli dissi: - Ma dai raccontamela tu una storia, inventatela. - Ma lei non rispose nemmeno. Rimasi allora al buio con mia madre addormentata sul divanetto e mio padre che faceva risuonare la casa di echi metallici. Io volevo solo che qualcuno mi leggesse una storia, ero troppo piccolo per saper leggere, ma siccome uno nasce che già sa che cos' è ma ero troppo piccolo per sapere cosa fosse un libro, una pagina, una frase, una parola. Volevo solo che qualcuno prendesse il libro e ne tirasse fuori un raccontino per me e per le mie orecchie. Lo desideravo, lo volevo con tutte le mie piccole forze, che per l'occasione diventavano le forze di uno scimmione, di un energumeno, di un gigante. Sentii allora una vocetta buffa buffa, come di un giocattolo che parla “Vuoi veramente che qualcuno ti legga una storia?” “ Lo voglio sì” “E tuo padre e tua madre non possono leggertela?” “Loro non ci sono, ora non mi servono.” “Non ti servono hai detto? E allora posso prenderli io? In cambio ti racconterò la storia che desideri.” io dissi di sì e la vocetta “Bene, aspetta un po' , ti prometto che a mezzanotte e un minuto verrò io a leggerti una storia.” E qualcuno, un minuto dopo mezzanotte, arrivò veramente e mi lesse una storia per farmi addormentare.



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